Ridateceli!

Campagna contro la corruzione e gli sprechi della politica e delle burocrazie per la restituzione e l'uso sociale di beni e risorse sottratti ai cittadini

Circumetnea, chiesti 12 rinvii a giudizio "Cemento depotenziato, corruzione e falso"

Just What Is Money Laundering? | Visual.ly

Sapete che ogni giorno, nel mondo, si ricicla denaro proveniente da attività illecite per dargli un nuovo volto, lecito? E’ il meccanismo del Money Laundering, efficacemente illustrato in questa infografica

Il Sistema Corruzione

La coscienza che la corruzione impoverisce le tasche di tutti i cittadini e la società non è ancora totale in Italia. Anzi. La cattiva informazione, ma anche il giornalismo che si ferma alle carte giudiziarie, aspettano di mostrare il passaggio della tangente, fingendo di non sapere che quel passaggio non esiste più, completano l’opera di disinformazione. Il libro che ho scritto con Piero Di Caterina, uno dei pochi imprenditori in Italia ad aver denunciato un sistema radicato, credo possa dare un contributo serio e soprattutto possa fare chiarezza. Solo così, leggendolo, facendo questo sforzo potremo ribellarci e avviare un dibattito costruttivo sull’argomento corruzione. “Il Sistema Corruzione come rubano i nostri soldi e perché dobbiamo dire basta” (Add Editore, )

Corte conti: “Corruzione sconcertante in Italia”

Durante il 2012 “l’azione della Procura ha riscontrato una serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione”. A sostenerlo è il procuratore regionale lombardo della corte dei conti Antonio Caruso, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario. Caruso sostiene che “la piaga della corruzione, ben più grave rispetto a 20 anni fa, si è ormai annidata nel profondo del tessuto sociale”.

“Va, ancora una volta e con forza, evidenziato - si legge - come l’attenzione particolare per le patologie dell’azione amministrativa, soprattutto nei casi di fatti di corruzione e concussione, è quanto mai oggi necessaria. Il fenomeno della corruzione è tuttora vivo nella realtà delle amministrazioni pubbliche italiane e presenta preoccupanti elementi di crescita”.
21 febbraio 2013
Fonte: TgCom24

Puglia: Raffaele Fitto condannato a 4 anni per corruzione

Secondo i giudici l’ex presidente ricevette nel 2005 una tangente da 500mila euro dall’imprenditore della sanità Giampaolo Angelucci, condannato anche lui a 3 anni e sei mesi. In cambio appalto alla Tosinvest da 198 milioni di euro per la gestione delle Rsa. Fitto: “Non ho preso nessuna tangente”.


La seconda sezione del Tribunale di Bari presieduta da Luigi Forleo, ha emesso stamani il dispositivo della sentenza di primo grado (le motivazioni perverranno in 90 giorni) con cui ha condannato a 4 anni di reclusione l’ex governatore pugliese Raffaele Fitto per i reati di corruzione, finanziamento illecito ai partiti e abuso d’ufficio (la procura per lui aveva chiesto 6 anni e 6 mesi di reclusione).

In totale i giudici hanno emesso 13 condanne tra cui figura anche l’imprenditore romano Giampaolo Angelucci (3 anni e 6 mesi per corruzione e illecito finanziamento). Oltre a condannare Fitto e Angelucci, i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Bari hanno condannato altri 11 dei 30 imputati. Le pene inflitte sono comprese tra un anno e quattro anni e sei mesi di reclusione. Tra gli altri sono stati condannati i fratelli e imprenditori salentini Piero e Dario Maniglia: rispettivamente a quattro anni e a quattro anni e sei mesi di reclusione, per i reati di associazione per delinquere e truffa.


Per i giudici l’ex governatore pugliese e candidato capolista alla Camera in Puglia nella fila del Pdl, nella campagna elettorale del 2005 ricevette una tangente da 500mila euro da Angelucci e in cambio fece assegnare alla Tosinvest l’appalto da 198 milioni di euro per la gestione delle Rsa.
Condonati però, a causa degli effetti dell’indulto, tre dei quattro anni di reclusione inflitti dal Tribunale di Bari all’ex ministro per presunti illeciti in appalti. Fitto è stato ritenuto responsabile anche di uno dei due episodi di abuso d’ufficio, quello relativo allo stanziamento dei fondi per gli oratori destinati inizialmente all’impiantistica sportiva.


Fitto è stato invece assolto dal reato di peculato e da un’altra contestazione di abuso d’ufficio. Ma l’ex governatore è stato condannato anche all’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici e ad un anno di inibizione a trattare con la pubblica amministrazione.
Disposte anche confische di beni: per le società di Angelucci per una valore di oltre 6,6 mln di euro, mentre per Fitto l’ammontare è di 500 mila euro. Sia per Fitto che per Angelucci deciso il risarcimento dei danni nei confronti della Regione Puglia, costituitasi in giudizio, ma da definire in altra sede.


Molte condanne per illeciti amministrativi hanno colpito anche le numerose società coinvolte, a partire da quelle facenti capo al gruppo Tosinvest come il Consorzio San Raffaele, la Fondazione San Raffaele ed altre con il pagamento di pene pecuniarie per centinaia di migliaia di euro. Condannate anche le società “La Fiorita” e la Cascina” e Duemila.


Durissima la reazione dell’ex governatore che come riporta RepubblicaBari.it ha dichiarato come “nella sentenza di condanna, leggo che io avrei preso una tangente. Una tangente del c…, io non ho preso nessuna tangente”. ha detto l’ex ministro ai giornalisti. “Non accetto - ha precisato - che venga indicata in questo modo, perché la gara in questione è regolare, perché la pubblica accusa ha archiviato i componenti della commissione di gara”. “La gara -  ha spiegato - è stata fatta da un dirigente con una determina dirigenziale. L’ha fatta nominando i componenti della commissione e venendo assolto in via definitiva con sentenza passata in giudicato. Io sono stato imputato anche per il reato di falso collegato a questa corruzione, e sono stato assolto”.
“Ora - ha aggiunto - a fronte di una gara regolare sono state assegnate undici Rsa al gruppo Angelucci, due delle quali sono state attivate con la forma del contratto dalla mia giunta, e nove attivate e inaugurate dalla giunta e dal presidente Vendola. In questa situazione vi è stato un finanziamento, non una tangente. Io non ho mai preso in euro. Io ho avuto come partito politico un contributo regolare, fatto con bonifico bancario”.

Per Fitto, l’accusa prevede che “io sia scemo e ritengo questa sentenza un atto di accusa nei miei confronti che chiarisce che sono deficiente, perchè prendo la tangente con bonifico bancario alla ‘Puglia prima di tutto’ , e non in una bella busta o valigetta a me personalmente”. “La prendo - ha continuato - per un importo pari allo 0,25% dell’appalto base di una gara regolare per avere un contributo che viene dichiarato pubblicamente con due dichiarazioni congiunte, della parte che lo eroga e della parte che lo riceve, iscritto nel bilancio della ‘Puglia prima di tutto’, inviato alla Camera dei deputati che lo approva, e certificato dalla Corte dei conti”. “Questa - ha concluso Fitto - è la tangente di cui stiamo parlando. Io, a chiunque si permette di dire che ho preso una tangente, gli faccio un servizio così. Mi sono seccato di questa cosa”. Poi una stoccata anche alla magistratura “È entrata a piedi uniti nella campagna elettorale. Non capisco la fretta di pronunciare la sentenza il 13 febbraio, guarda caso il giorno dell’arrivo di Berlusconi. Perché? La verità è che in Puglia il centro destra è in recupero e quindi c’è stata la necessità di accelerare”. Si tratta di una sentenza etica e politica, accusa Fitto. “Perché chi ha indagato su di me è stato promosso e chi ha indagato su Vendola punito o trasferito? Faccio notare che i Pm che hanno indagato su di me uno è diventato procuratore capo di Brindisi, uno è finito al Csm, un altro addirittura assessore della giunta Vendola”.

tratto da Quotidiano Sanità
13 febbraio 2013

Corte dei conti: un dossier sugli sprechi made in Italy

Vi segnaliamo un dossier redatto dalla procura generale della Corte dei Conti, che vuole essere una sorta di “catalogo” dei casi più significativi di spreco, corruzione e truffa, costati nel 2012 al nostro Paese oltre 293,632 milioni di euro. Una ulteriore prova di come la cattiva gestione della cosa pubblica sottragga alla collettività ingenti risorse che potrebbero essere altrimenti  destinate alle politiche sociali, alla sanità e, più in breve, al bene comune, specialmente in un frangente – quello attuale – in cui si chiedono importanti sacrifici ai cittadini in vista di una ripresa generale del Paese. 

Ecco i casi più eclatanti:

Venezia, il ponte che fa scivolare. E’ il Ponte della Costituzione, dell’archistar spagnolo Santiago Calatrava, per il quale la Corte dei Conti ha riscontrato “comportamenti colpevoli del progettista e del direttore dei lavori”. Tanti scivoloni per i turisti e un danno all’erario di 3,467 milioni di euro.

Firenze, premi a pioggia per gli addetti del Comune. Il danno per gli errori nella gestione del personale ammonta a 50 milioni.

Abruzzo, dai lavori post-sisma alle multe stracciate. Le vertenze in corso di istruttoria riguardano soprattutto i contributi per i lavori a seguito del terremoto del 2009. Ma ci sono anche casi di “mancata riscossione di contravvenzioni al codice della strada da parte di diversi Comuni” grazie ad “amicizie” tra multati e funzionari pubblici.

- Campania, il litorale e i suoi rifiuti. Una citazione per un danno di circa 43 milioni di euro ha riguardatola gestione del contratto per la bonifica e lo stoccaggio dei rifiuti nel litorale Domizio Flegreo e Agro Aversano.

- Emilia Romagna, palazzi acquistati ma vuoti. Il caso è dell’ufficio Inail distaccato di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna. Il danno per sovra-prezzo e sovra-dimensionamento è di 3,3 milioni

Trieste, il muse costa 600mila euro ma non c’è. Il contributo era stato versato dalla Regione Friuli Venezia Giulia “ad una nota Fondazione di fotografie antiche”, fa sapere la Corte.

Scuola Diaz, indaga la procura del Lazio. Il G8 si svolse a Genova ma è nelle mani della Corte dei Conti del Lazio il procedimento per accertare “l’ipotesi di possibile danno erariale e all’immagine subita dall’Amministrazione per gli Interni”.

In Molise il collegamento Termoli-Croazia è salatato. Società mista irregolare, tutto da rifare e il danno è di 6 mln.

Piemonte, ombre su Grinzane Cavour. L’associazione che gestisce il prestigioso premio avrebbe sottratto illecitamente fondi della Regione Piemonte.

Sardegna, si comprano le banche ma mancano i marinai. Prima sono state comprate le imbarcazioni, poi sono rimaste ormeggiate “essendo carente il personale per la conduzione dei mezzi”.

Sardegna, appalti edili in cambio di lavori domestici. E’ il caso di un tecnico comunale di un Comune della Sardegna che affidava lavori a un’impresa in cambio di opere per la propria abitazione.

Sicilia, nomine regionali sotto la lente. Per presunti illeciti nella nomina di consulenti, per danni legati a dismissioni del patrimonio immobiliare, per l’assunzione di soggetti sprovvisti dei prescritti titoli professionali.

11 Febbraio 2013 

 

(Fonte: repubblica.it)